[DICHIARAZIONE INFEDELE – la condotta abusiva non rileva penalmente]

DICHIARAZIONE INFEDELE E ABUSO DI DIRITTO NON RILEVANTE PENALMENTE

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Ai sensi dell’articolo 10 bis della Legge n. 212/2000, introdotto dal Decreto legislativo n. 128/2015, è da escludere che operazioni esistenti e volute, anche se prive di sostanza economica e tali da realizzare vantaggi fiscali indebiti, possano integrare condotte penalmente rilevanti.

Pertanto non è penalmente perseguibile un’operazione finalizzata esclusivamente a conseguire un indebito vantaggio fiscale relativa a operazioni economiche reali.

Queste sono le indicazioni seguite dalla Corte di Cassazione nella Sentenza 01 marzo 2018, n. 9378, con cui ha ritenuto fondato il ricorso presentato da un’imputata condannata penalmente dal giudice dell’esecuzione per dichiarazione infedele, disposta sulla base di condotte finalizzate esclusivamente a conseguire un indebito vantaggio fiscale.

 

LA SENTENZAAbuso diritto

La suprema Corte, riconoscendo il potere di valutazione dei fatti del giudice dell’esecuzione, ha disposto la necessità di una nuova e più compiuta valutazione, allo scopo di verificare se siano effettivamente state poste in essere operazioni con la volontà di non realizzarle, in tutto o in parte, o se riferite a soggetti fittiziamente interposti, o, invece, se le operazioni che hanno determinato la dichiarazione infedele siano meramente elusive, cioè, se sia stato solamente adottato uno schermo negoziale articolato allo scopo di conseguire un indebito vantaggio fiscale, in relazione, però, a operazioni economiche realmente verificatesi, che ne determinerebbe l’irrilevanza penale.

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Grazie per la lettura. 
FLT