[GIUSTA CAUSA per LICENZIAMENTO: al Giudice l’ultima parola]

IL GIUDICE PUO’ VALUTARE LA CONDOTTA PER DECIDERE LA GIUSTA CAUSA

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Giudice

Le fattispecie che costituiscono giusta causa di licenziamento in base a un CCNL hanno carattere esemplificativo e non sono necessariamente vincolanti, lasciando al giudice lo spazio per ampliarne o circoscriverne la portata sul piano disciplinare alla luce, tra l’altro, di quanto sia emerso dal concreto atteggiarsi della condotta inadempiente del lavoratore.

Questo il principio enunciato dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 6606/2018.

 

PRINCIPI DI GIUSTA CAUSAGiusta causa

La Cassazione sancisce che il Giudice può inferire la giusta causa  di licenziamento anche se manca un’apposita previsione del CCNL, in presenza di una grave condotta inadempiente del lavoratore ritenuta contraria alle norme della comune etica o alle regole del comune vivere civile.

La giusta causa di licenziamento costituisce una nozione legale che può essere assoggettata alla valutazione del Giudice nell’ambito dei suoi poteri.

Considerando quanto sopra, il Giudice può anche escludere la giusta causa di licenziamento, a seguito di una valutazione delle circostanze concrete che hanno caratterizzato la condotta inadempiente.

La Suprema Corte precisa che nel caso in cui il contratto collettivo preveda una sanzione meramente conservativa, pur essendo la condotta inadempiente del lavoratore suscettibile di integrare giusta causa di licenziamento, le disposizioni del contratto collettivo sono destinate a prevalere rispetto alle valutazioni più severe sulla ricorrenza della giusta causa che possano essere svolte dal giudice, in quanto le norme sul concetto di giusta causa e di proporzionalità della sanzione sono derogabili in meglio.

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FLT